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Lucio Anneo Seneca,  noto come Seneca o Seneca il giovane è stato un filosofo, poeta,politico e drammaturgo romano. Le possibili ipotesi possibili del suo periodo, attribuite dagli studiosi, sono in genere tra: il 3 a.C., il 4 a.C. o l'1 a.C.  Si fondano su vaghi accenni presenti in alcuni passi delle sue opere,

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Le filosofie che ispirarono il pensiero di Seneca fù molto influenzato dai suoi maestri, che esercitarono su di lui un profondo modo...sia con la parola sia con l'esempio di una vita vissuta in coerenza con gli ideali professati.
Seneca sosteneva che ci si possa gradatamente avvicinare alla perfezione del saggio controllando e superando la propria ira. Era convinto che al raggiungimento della felicità non nuocciano i vantaggi esterni, come salute, bellezza e ricchezza, che sono irrilevanti per la vera felicità ma sono comunque preferibili ai loro contrari;
Aveva una visione del “saggio”, libero da ogni condizionamento esterno ed è capace di considerare le difficoltà della vita come puri esercizi alla virtù, le quali sono date all’umanità per volontà divina provvidenziale.

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Pensava che il saggio non può essere toccato da alcun danno né da alcuna offesa, che  l’imperturbabilità presuppone l’assoluta autosufficienza, ovvero l'autarchia.
Inoltre In comune con  Epicuro notiamo l'invito a non temere la morte, la concezione del tempo e l'idea  a vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Il pensiero secondo il quale non bisogna temere la morte.

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Seneca è però anche influenzato dal Platone che si nota con l'elogio dalla conoscenza pura. Con  la filosofia come iniziazione che porta l'uomo dalle tenebre dell'ignoranza alla luce della conoscenza distinguendolo dall'animale. La filosofia come mezzo per raggiungere un distacco dalla quotidianità. Il concetto in base al quale l’uomo può raggiungere la conoscenza tramite la filosofia. È proprio la conoscenza, infatti, che permette all’uomo di distinguersi dagli altri animali. La filosofia, dunque, si avvicina al potere: Seneca ritiene che solo un sovrano guidato dalla filosofia possa essere un buon capo per lo stato.

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Seneca riprende l’idea che l’uomo sia in grado di raggiungere la felicità e la libertà interiore se riesce a dominare le proprie passioni e la propria ira. La vera felicità non è data dagli agi o dalla ricchezza, ma dalla virtù. L’uomo, quindi, per raggiungere quanto prima la propria felicità, deve praticare in ogni modo la virtù. Il vero saggio, dunque, è colui che pratica l’autarchia, cioè colui che è indipendente e autosufficiente, poiché allontana da sé ciò che è inutile ed è volto solo alla ricerca del bene che può essere meglio attuata durante i periodi di otium(Ozio). 

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