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La vita ci dà segnali, segni e coincidenze invisibili e discreti che è bene cogliere….
Il più certo...?  E' l'assenza di segni...!
E' facile pensare che ogni essere umano ha il suo destino.

Ancor di più  pensare che siamo tutti trasportati in giro per caso come da una piuma 

al vento...!

Io credo che, le due cose stanno insieme. C'è un po dell'una e un po

                                                        dell'altra affermazione...insomma:

La nostra vita è un viaggio e come tale segue un percorso.
Ogni viaggio, ogni percorso, cosi ogni essere umano si trova spesso di fronte alla

scelta tra una direzione da prendere o un'altra, o tra l'opportunità di fare una sosta

o riprendere il cammino.
E' Il frutto di queste scelte che noi chiamiamo destino....
Al momento della nostra nascita abbiamo un percorso già tracciato , un percorso che, se

stiamo attenti, ci si svela giorno dopo giorno e dalla cui scoperta traiamo la forza

che ci spinge ad andare avanti.
Mi rifiuto, quindi, di pensare che la vita, per ogni essere umano, sia un'accumulo

progressivo di esperienze tra loro collegate e dipendenti da un rapporto di continuità

con il passato e completamente razionali...perché succede :

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La vita come percorso a volte si rivela gradevole, non faticoso, stimolante, e allora,
ci si abitua a questa condizione, quasi fosse scontata, e non consideriamo che dietro
ad ogni angolo, ci potrebbero essere sgradite sorprese, o che imboccando una
determinata strada, ci si possa smarrire ritrovandosi in una valle di lacrime.
Nel tempo, capita di condividere una parte di percorso con altri, e con questi fare
delle soste in cui costruire insieme tante cose.
Ci sono viaggi con poche soste, durante tutta la loro durata e ce ne sono altri con
molte soste e con molti amici di viaggio che ci seguono lungo il cammino.
In questo cammino indossiamo molti abiti ognuno adatto alle situazione contingente e ai
nostri cambiamenti. 

Spesso accade che indossiamo abiti che non sentiamo nostri, e pur lasciamo correre che 
il tempo va, cercando e sperando di trovarvi una forma che ci si adatti e continuiamo
ad indossarli per tutto il viaggio.
Altre volte, ad un certo punto non riusciamo più a sopportarli, e vorremmo cambiarli,
ma abbiamo smarrito la capacità di provarne di nuovi, e ci sentiamo frustrati perché
nel nostro cammino siamo arrivati ad un vicolo cieco, un vicolo che finisce contro il
muro dell'impossibilità di cambiare, e dobbiamo prendere una decisione.
E' il momento in cui la continuità della vita, il percorso...s'interrompe...e inizia un
nuovo corso...nuovi percorsi...come io li chiamo...viottoli da percorrere.
Meno razionali, più sentiti dal cuore...dalla pelle che, potremmo

chiamare..."rivoluzione interiore". 

Molto combattuta, perché la decisione più facile, è quella di prendere fiato e tornare
indietro sui nostri passi, rientrando nel cammino che avevamo appena lasciato, e
abituarci a indossare l'abito non nostro.
Allora si cerca una via di mezzo  utilizzando molto la mente...quella di studiare la
composizione del muro, per trovare la possibilità di scalarlo, e una volta scalato, con
molto sforzo, saltare giù dall'altra parte. Cadendo però potremmo subire dei danni, che
ci costringerebbero ad una sosta forzata che non sappiamo a cosa potrebbe
portarci...con la paura che il tempo passa e ci si ritrova più deboli per poter fare la "rivoluzione".

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La decisione regina, la più violenta e irrazionale per il mondo che ci osserva.
Prendere la rincorsa, e dare una spallata  a quel  muro, per cercare di buttarlo giù.  E'
l'animale selvaggio che c'è in noi che fugge dalla gabbia che lo teneva, prigioniero e
costretto. iniziamo a correre, malgrado il dolore alla spalla, verso nuove strade,
ignari del dove vanno, ma felici perché ovunque portino, sappiamo di poter provare a

cambiarci, e di poter intraprendere un nuovo cammino.

Sicuramente intervengono elementi arbitrali, ma influenzati da accidentalità storiche e
personali. Ci accadano dei fatti cosi intensi e importanti per la nostra vita, che ci
fanno svegliare, ci fanno uscire dal letargo intellettivo, da un'assopimento letale per
la nostra vita e esistenza. Da una ripetitività di azioni e reazioni sempre più frustanti
che ci consumano lentamente e ci tolgono il gusto persino di respirare.
Il passaggio da una vita a un’altra è così globale, è fondata su acquisizioni
precedenti, per riconoscere i viottoli da non percorrere...perché già conosci dove
conducono. 

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Attenzione però...Può anche accadere, che se la forza delle spallate non sono
"convinte" perdiamo tutte le nostre forze, senza neanche scalfire il muro di mattoni.
E' l'ipotesi peggiore, perché, dopo, non possiamo andare ne avanti e neanche tornare
indietro, perché mentre assaltavamo il muro davanti a noi, qualcuno ha innalzato un
altro muro, dietro di noi, e allora ci accorgiamo di essere imprigionati tra quei due
muri, soli con la nostra anima distrutta.

Bisogna convincersi e affermare che esiste una realtà sociale e sentimentale esterna
all’uomo, che va verso la cultura dell'amore universale riconoscibile solo dal capire
il significato di ciò che ci accade, piuttosto che condurre una vita sperimentale
dettata da nostri ragionamenti.