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La civiltà degli esseri umani sarebbe stata ben diversa,
se a un certo punto non avesse preso la strada dei confini,
dei muri, delle frontiere, barriere, palizzate...
Quel maledetto viottolo delle divisioni...!
Avremmo avuto un mondo ricco d'amore di pace, fratellanza, solidarietà.
Una vita, per ogni essere vivente, sorridente e serena dove la lotta
sarebbe stata solo del rispetto e aiuto reciproco...dove ogni luogo
di questo nostro meraviglioso mondo sarebbe stato di tutti...
Dove gli altri saremmo stati sempre noi...!
Dove le parole straniero, guerra, nemico non sarebbero state neanche aliene.
Quanto tempo abbiamo perso per combatterci e odiarci...invece di
progredire in amore.
Dov'è...dov'è...? Quando...? Abbiamo...
iniziato a percorrere la strada sbagliata...? 

Noi in questo secolo non dobbiamo essere strumenti di guerra e di violenza...

ma

solo strumenti d'amore e di pace.

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Colui che davanti a un'ingiustizia, tirannia...tace, non reagisce per quieto vivere, é più di un omertoso...contribuisce a diffondere la cultura della cattiveria nel mondo e a distruggere quella dell'amore e della pace...

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Ancora infrenabile, tasso di cattiveria sta crescendo sempre più.

Sulla cattiveria...utilizzata e fomentata...si stanno costruendo ricchezze elettorali, fortune politiche e anti-politiche.
Nuovi mostri...le macchine economiche, mediatiche, sportive e di altro tipo funzionano facendo venire fuori il peggio dalle persone e dal paese.

Ovunque esasperazione, invidia, risentimento, livore, paura. L’Italia di questi anni è la fabbrica della cattiveria. 

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Cattiveria... uso questa definizione un po’ infantile e non utilizzo invece altre parole che hanno di più

affermato l'attuale cultura...come: indifferenza, egoismo, crudeltà, violenza...sintomo di un’epoca che segna il collasso dell'amore, del rispetto culturale...un labirinto narrativo, in cui l’irriverenza si mescola con l’irrequietezza  in modo indissolubile.


Ebbene...lo faccio perché mi sembra più giusto che molti dei fenomeni di questi anni siano privati della nobilitazione rovesciata che queste altre parole si sono conquistate a nome della falsa e ipocrita modernità.

Riportando le cose alla dimensione infantile si elimina, naturalmente, ogni trascendenza culturale della parola...cattiveria. 

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Eppure la cattiveria non è certo scomparsa dalla vita personale e sociale, come è invece quasi scomparsa dalla

lingua. È significativo il cambiamento del senso che questa parola ha subito nel corso degli ultimi anni.

Oggi, nel linguaggio adulto, questa parola viene usata per lo più in forme impersonali e improprie, come ad esempio: il cattivo stato dell’economia, il cattivo stato dei conti pubblici, o della salute.
Sembra che quasi soltanto i bambini continuino a usarla in senso personale e forte...Cattivo! Sei cattivo...!»
Solo per merito loro non sia scomparsa come altre parole del passato che sono a poco a poco cadute in disuso, Sono state cancellate o censurate attraverso uno spostamento di significato per un’azione collettiva al interno del campo di forze della lingua.
Con questa parola i bambini continuano ancora oggi a
indicare qualcuno che si comporta male, che fa il male, qualcosa che considerano molto brutto, qualcosa di inaccettabile, di ingiustificabile. 

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L'essere umano e la nostra civiltà da sempre hanno riconosciuto, dentro di sé, la presenza della crudeltà, della indifferenza, della violenza, e hanno dato ad esse una valenza e giustificazione naturale...insita nell'essere e anche positiva nello sviluppo della vita.
Idea, pensiero aiutato dalle scienze, dalla filosofia, dalla letteratura, dalla psicanalisi, dalle teorie economiche, politiche e sociali, dalla etologia…
Sono molto meno disposti a riconoscere la presenza dentro di sé di certe piccole, impresentabili inclinazioni cui sono stati dati nomi più infantili e meno culturalmente protetti, come è appunto quello di...cattiveria.

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Curiosità sulla parola...!

Questa parola italiana deriva in linea diretta dal latino captivus, prigioniero, e sta a indicare chi è fatto prigioniero in guerra e vive in servitù.

Come dice il vocabolario etimologico...fu  esclusa dalla lingua italiana del latino malus e l’uso in sua vece di cattivo trae forse la sua origine...da una confusione d’idee...che richiama alla mente le invasioni barbariche del Medio Evo. Innumerevole quantità di prigionieri, le loro lacrime, la loro disperazione, che si trasforma in rabbia, in ferocia. Tutta la storia di quei tempi nefandi sta racchiusa nella voce Cattivo.

Secondo il latino captivu è passato attraverso l’espressione latina cristiana captivus diaboli...

.«prigioniero del diavolo.» al significato di...malvagio...
 

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Disse Freud... quando due litigano, hanno torto tutti e due...
Oggi si potrebbe dire, in maniera più politicamente corretta, hanno ragione tutti e due.

Sarebbero meno cattivi 

se fossero in grado di mettersi, ognuno nei panni dell' altro e delle sue eventuali sofferenze. Insomma

basterebbe questa semplice regola, nella vita, di ognuno di noi, per vivere in pace e serenità e giungere alla civiltà dell'amore...

<<..Fai agli altri tutto cio che vorresti che gli altri facessero a te>>

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In natura il bene e il male non esistono - si tratta di categorie valutative umane, frutto della nostra evoluzione culturale.

Se però si parla di cattiveria eccezionale o della irreprimibile malvagità di un serial killer, un' analisi delle sue basi biologiche può anche essere giustificata.

Davanti a questi casi di spietata e ripetuta malvagità si può pensare a un forte diminuizione della capacità di mettersi nei panni dell' altro.

E' risaputo, miei cari amici, ognuno tende a cercare di comprendere il mondo con gli strumenti che ha e oggi l'argomento dell' empatia e dei sottostanti neuroni specchio è molto di moda, troppo direi.

Uno scienziato dovrebbe comunque sapere che una teoria non dovrebbe mai essere estesa a spiegare fenomeni al di fuori del suo campo di validità. E soprattutto che comprendere non significa automaticamente curare. 

Per tutte le cose di questa vita vale il principio che alcune hanno una forte componente biologica, altre quasi nessuna. Non si può fare di ogni erba un fascio e soprattutto estremizzare, né in un senso né nell' altro.

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Cattiveria è anche mancanza delle norme che tutelano una donna.
Ancora la mancanza da parte delle istituzioni che non aiuta la famiglia che accetta un figlio con handicap.
Cattiveria è quella delle...buone famiglie cattoliche o laiche che non aiutano una donna a capire la portata di un 
evento che riguarda lei ma anche tutti gli altri attori coinvolti.  Cattiveria è nella gente del paese che parla e

giudica imbevuta di falso perbenismo... in realtà solo tanta retorica ... alla fine la donna rimane sempre sola,

spaventata, indifesa e fragile... Cosi nel presente...il dolore per la scelta resta solo suo. Ahimé...!

...Anche nel futuro...il dolore e il rimpianto per la scelta fatta.

A questi dolori, rimpianti, sofferenze...si deve dare voce, comprensione, amore. Un amore incondizionato, esente da giudizi...ma che abbraccia e aiuta a far sì che un trauma vissuto da ciascuno di noi diventi sofferenza condivisa e consapevolezza per tutta la società.

Continua...a presto