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Mirar i suoi pensieri confusi
dalle tante stagion che furon
lo specchio della sua
lunga esistenza.

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Or s'appisola, or si desta tra
lampi di memoria e quieta tempesta.
Or rimembra la giovane vita
con braccia forti a conquistar
il mondo.

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Seduto il vecchietto su una sedia
di paglia ingiallita...quella
del tempo che fu, che vide suo padre
e ancor suo nonno che con amor l'armo.
Vicin all'uscio della sua
umile e piccola casa,
poggiata sulla cima del colle,
lontan dalla vita cruente, gode
di ricca, di antica e bella natura.
Difronte un altro colle...

 

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più grande e più stanco
al peso delle tante casette
linde, pie, dipinte di tutti colori.
Lo sguardo è rivolto laggiù, 
l'infinita valle lambita nel suo
profil dal mar.

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Or i dubbi affollano la mente
del far o non far.
Il ricordo del far è un
lieve ricco sorriso
sospeso da tanti non far             
che lascian cader lacrime      
   amare in terra che tanto             
maestra di vita...
tace ma sa...
un tempo udi le giovani
voci in canto, laggiù
tra non terra e non mar, felici
dell'esodo su sponde lontane
speranze negate da patria
avara a dare ai suoi figli
un sol pezzo di pan.

© copyright by Stanislao Ricciardi