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Buona Pasqua amici cari

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Il lunedì di Pasqua

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L unedì dell'Angelo detto anche lunedì di Pasqua o Pasquetta. Prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l'incontro dell'angelo con le donne giunte al sepolcro. E' una festa di precetto è un giorno in cui i fedeli sono tenuti all'obbligo di partecipare alla Messa. Di astenersi dai lavori e da quegli affari che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore o il dovuto riposo della mente e del corpo.

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M aria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe e Salomè si recarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, per imbalsamare il corpo con olii aromatici. Qui trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato: smarrite e preoccupate cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mc 16,1-7). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli“.

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In realtà non è chiaro il motivo per cui la tradizione abbia spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua, cioè domenica, al giorno successivo (lunedì). Probabilmente l’equivoco è attribuibile ad un’errata interpretazione della locuzione “il giorno dopo la Pasqua” scritta nei Vangeli: la Pasqua cui si allude è infatti la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato, quindi i fatti narrati troverebbero giusta collocazione nella mattina della domenica seguente.

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La Domenica della resurrezione di Gesù

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I l terzo giorno dalla sua morte in croce Gesù risorse lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole e quindi anche ad altri apostoli e discepoli. Per il Cristianesimo l'evento è il principio e fondamento della fede, ricordato annualmente nella Pasqua e settimanalmente nella domenica.

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Se il Natale è la festività che raccoglie la famiglia, riunisce i parenti lontani, che più fa sentire il calore di una casa, degli affetti familiari, condividendoli con chi è solo, nello struggente ricordo del Dio Bambino; la Pasqua invece è la festa della gioia, dell’esplosione della natura che rifiorisce in Primavera, ma soprattutto del sollievo, del gaudio che si prova, come dopo il passare di un dolore e di una mestizia che creava angoscia, perché per noi cristiani questa è la Pasqua, la dimostrazione reale che la Resurrezione di Gesù non era una vana promessa, di un uomo creduto un esaltato dai contemporanei o un Maestro da un certo numero di persone, fra i quali i disorientati discepoli.

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La Risurrezione è la dimostrazione massima della divinità di Gesù, non uno dei numerosi miracoli fatti nel corso della sua vita pubblica, a beneficio di tante persone che credettero in Lui; questa volta è Gesù stesso, in prima persona che indica il valore della sofferenza, comune a tutti gli uomini, che trasfigurata dalla speranza, conduce alla Vita Eterna, per i meriti della Morte e Resurrezione di Cristo. La Pasqua è una forza, una energia d’amore immessa nel Creato, che viene posta come lievito nella vita degli uomini ed è una energia incredibile, perché alimenta e sorregge la nostra speranza di risorgere anche noi, perché le membra devono seguire la sorte del capo; ci dà la certezza della Redenzione, perché Cristo morendo ci ha liberati dai peccati, ma risorgendo ci ha restituito quei preziosi beni che avevamo perduto con la colpa.

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Esaminiamo adesso la cronologia degli avvenimenti che seguirono alla morte e sepoltura di Gesù. La sepoltura fu una operazione provvisoria, in quando essendo ormai un’ora serale e si approssimava con il tramonto il Sabato ebraico, in cui è noto era proibita qualsiasi attività, il corpo di Gesù fu avvolto in un lenzuolo candido e deposto nel sepolcro nuovo scavato nella roccia, appartenente a Giuseppe d’Arimatea, membro del Sinedrio, ma ormai seguace delle idee del giovane “Rabbi” della Galilea.

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Continua a tra poco...

Sabato Santo

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I l Sabato Santo è il giorno in cui il Signore Gesù Cristo discende agli inferi...è il grande mistero della sua discesaagli inferi...! Gesù Cristo, dopo che il suo corpo tolto dalla croce su cui è morto il Venerdì Santo e deposto nel sepolcro viene preservato dalla corruzione grazie alla virtù divina. Discende agli inferi con la sua divinità e con la sua anima umana, ma non con il suo corpo.

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S econdo certe tradizioni cristiane resta negli inferi per un tempo corrispondente a circa quaranta ore compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo, libera le anime dei giusti morti prima di lui e apre loro le porte del Paradiso. Compiuta tale missione, la divinità e l'anima di Gesù si ricongiungono al Corpo nel sepolcro...e ciò costituisce il mistero della resurrezione, centro della fede di tutti i Cristiani, che verrà celebrato nella seguente domenica di Pasqua.

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Il Sabato Santo è un giorno di silenzio e, pur se un senso di lutto pervade tutta l'area del tempio, esso è incentrato sull'attesa dell'annuncio della Risurrezione che avverrà nella solenne veglia pasquale, che non fa parte di tale giorno e che si svolge nella notte tra il sabato e la domenica.

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T utto il mondo, in questo giorno, sosta presso il sepolcro del Signore meditando la sua passione e morte. Non si celebra il sacrificio della Messa fino alla solenne Veglia o attesa notturna della risurrezione. Un giorno, dunque, di sosta silenziosa e orante nella memoria della sepoltura del Signore.

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E' il giorno del grande silenzio. Le parole cedono il posto allo stupore della contemplazione perché Cristo si è fatto solidale con la storia umana di tutti i tempi e porta la salvezza a tutti coloro che lo hanno atteso e hanno preparato il suo avvento. E' l'annuncio di salvezza per ogni uomo, nessuno è escluso, dalla salvezza che Dio ha preparato per gli uomini in Cristo, nessuno è smarrito, Dio si fa solidale anche nella morte con l’uomo mortale.

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A Naca a Catanzaro

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L a Naca in dialetto catanzarese...deriva dal greco nachè, che significa culla.. è una processione religiosa che si svolge il venerdì santo a Catanzaro ed in altri centri calabresi.

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S oggetto principale della processione è la naca...culla, nella quale è adagiato il corpo di Gesù. Le origini del culto risalgono al medioevo, alcune ipotesi datano le prime processioni intorno all'XI secolo.

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A naca ha la tipica forma di una culla allungata ornata di damaschi e seta e attorniata da fiori. Agli estremi della culla ci sono quattro o più angeli in cartapesta, che tengono in mano i simboli della Passione, alle spalle una grande croce illuminata.

Il venerdì santo

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Il Venerdì Santo è il venerdì che precede la Pasqua cristiana. In questo giorno i cristiani commemorano la passione e la crocifissione di Gesù Cristo. Questa ricorrenza viene ricordata con speciali pratiche e riti dai fedeli di tutta Italia.

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L e scelte di Dio sono sconcertanti... l’onnipotenza rinuncia ad imporsi con la forza e diventa impotenza. Ma il fallimento e la sconfitta, frutto della dedizione a Dio e agli uomini, sono vissuti da Gesù con incrollabile fiducia nella paternità di Dio. Gesù muore nel momento in cui nel tempio si immolano gli agnelli destinati alla celebrazione della Pasqua.La sua è un’immolazione vera, un sacrificio compiuto una volta per tutte.

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D al suo fianco trafitto sgorga il sangue da cui sono misteriosamente segnati gli appartenenti al nuovo popolo, quelli che Dio salva. Cristo crocifisso è dunque il vero Agnello pasquale, è lui la nostra Pasqua. Una morte per la vita La passione di Gesù è veramente una «passione gloriosa» perché il Padre ha già dato la sua risposta che trasforma la sconfitta in vittoria e il luogo dell’infamia in centro di attrazione universale.

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D io riconcilia a sé l’umanità ed essa può entrare in comunione vitale con Dio. La croce diventa così il cuore del mondo. Da essa si è innalzata al Padre la preghiera di Cristo per la salvezza di tutti. Tutto è radunato sotto la croce, perché solo in questo mistero di morte e di risurrezione possono trovare soluzione i problemi e i drammi che coinvolgono la storia della Chiesa e dell’umanità.

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Tra le molteplici invocazioni emerge la supplica per l’unità dei cristiani. La croce svela il dramma della divisione fra le Chiese e diventa implicita accusa di un peccato originato dalla poca fedeltà alla croce e dall’orgoglio. Per ultimi, uniti da una strana coincidenza, sono ricordati gli uomini che governano e i tribolati. Gli uni hanno bisogno di vedere il potere come servizio che crocifigge, gli altri, perché crocifissi, di riacquistare il posto dovuto nella considerazione di tutti.

Il Giovedì santo

Con, oggi, Giovedì santo 17 Aprile 2014 si entra nel vivo delle festività pasquali. Viene indicato il giovedì che precede la Domenica di Pasqua e

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E' chiamato anche Giovedì della Cena del Signore. Nel corso della Messa Crismale dello scorso anno papa Francesco diceva: <<...Gesù parla in silenzio nel mistero dell’Eucaristia e ogni volta ci ricorda che seguirlo vuol dire uscire da noi stessi e fare della nostra vita non un nostro possesso, ma un dono a Lui e agli altri…!>> Nel giovedì santo si ricorda l'istituzione dell'Eucarestia e quindi del ministero dell'sacerdozio e la consegna ai discepoli del comandamento dell'amore.

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P er queste ragioni nel giovedì santo viene celebrata la Giornata sacerdotale. Il giovedì santo è caratterizzato soprattutto dalla messa del Crisma e dalla messa nella Cena del Signore. Il comando di Gesù rivolto ai suoi discepoli chiamati a perpetuare quanto da lui stesso compiuto nel cenacolo si prolunga poi nel segno della lavanda dei piedi, tanto che lo stesso Maestro e Signore dice ai suoi commensali: « Vi ho dato l’esempio perché come ho fatto io facciate anche voi »

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C osì facendo pone una relazione profonda e indisgiungibile tra l’Eucaristia, sacramento della sua offerta sacrificale al Padre per la salvezza del mondo, e il comandamento dell’amore che si traduce nel servizio incondizionato, sino al dono della vita, ai fratelli. In questo giorno non si può celebrare la Messa secondo altri formulari. La santa Comunione può essere distribuita solo nella Messa, crismale o in Cena Domini.

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I l Giovedi Santo Passeggiata e anche il giorno della tradizionale passeggiata dei Sepolcri.

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U n profondo significato di questo giorno è che non dobbiamo avere paura della solidarietà, saper mettere a disposizione di tutti quello che abbiamo, le nostre umili capacità, perché solo nella condivisione, nel dono, la nostra vita sarà feconda, porterà frutti.

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La sorgente di questo dono per la Chiesa e per ogni singolo credente è la Mensa Eucaristica nella quale la comunità radunata nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito, ripetere il gesto compiuto da Gesù con l’istituzione del Sacramento dell’Altare.

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Buona Pasqua Amici...serena e piena di belle sorprese...! E' anche questo un momento, una piacevole occasione per ringraziarVi sempre della Vostra bella amicizia.

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