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Mi trovavo in quel luogo, inconsapevole, non sapevo per
quale motivo e come ero arrivato.
Non lo conoscevo...era la prima volta che l'ho vedevo.

Un lungo e largo corridoio con molta luce.
Dava l'impressione di una galleria d'arte.
Alle pareti non c'erano quadri...nulla, nudi.

La luce, su di esse , si rifletteva cosi stranamente bene, che davano

l'impressione di essere tappezzati di tanti oggetti strani, mai visti, ma belli.

I raggi provenivano dalle mie spalle e dal fondo da quel corridoio, che era davanti a me.
Qui  la luce era meno intensa, poco splendente.
Al centro del corridoio...la cosa più strana e al contempo meravigliosa:
i due coni di luce che si formavano s'incrotravano e esplodevano facendo rimbalzare
i raggi verso l'alto, generando una colonna di luce di tanti colori...mai visti...
impossibile a descrivere.

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Tutto faceva immaginare che da li a poco si stesse generando qualcosa, una
figura, un'immagine...qualcosa di meraviglioso per quanto era stupendo
quel gioco di luci e colori.

Mi guardai intorno, incredulo, per cercare di capire come fossi arrivato li...ma
i miei occhi non mi permisero distrazioni; erano cosi attenti e meravigliati...
aspettavano, intuivano l'apparizione di qualcosa di
ancora più bello.
Dopo un po, quasi accecati, si chiusero da soli...stanchi e desiderosi di
trovare ristoro con qualcosa di reale. Fu impossibile quella luce riusciva
a penetrare il sottile spessore delle palpebre abbassate.

Non so per quanto tempo, e non so neanche se lo posso ricordare, una cosa certa è
che li riapri.

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Proprio in quel momento, quella colonna di luce splendente...
stava realmente generando una figura.
Nasceva lentamente unendo i mille frammenti cristallini di cui era formata.
Si formava con armonia e perfezione...rispondendo a un disegno già definito.

Come i pezzi di un puzzle che, per qualche ragione, motivo, erono esplosi in aria...ritornando giù e si ricongiungevano, miracolosamente da soli, per
realizzare qualcosa di preciso, seguendo un ritmo di una dolce e
paradisiaca melodia.

Finalmente quel vertiginoso movimento cesso di colpo e tutto intorno
fu silenzio...una quiete assoluta.

 

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Era la...proprio Lei, la donna che già conoscevo che, chi sa da quanto tempo, dentro di me desideravo...amavo. Lei mi guardava dolcemente...mentre si muoveva per venirmi vicino...

Fu cosi, mi era di fronte...vicina, all'improvviso e inaspettatamente subito vicina...non mi resi conto  del tempo che passo per percorrere lo spazio che prima ci separava.
Allora il suo sguardo fu più espressivo, i suoi occhi mi parlavano, manifestandomi il
suo amore, forte e intenso che mai aveva sentito e dichiarato a nessuno.

Vide e lesse nei miei occhi lo stesso indiscutibile sentimento,  comprese anche il tempo in cui giaceva
segregato e timido nel mio cuore...forte e intenso e...sofferente.

Allora mi fu... ancora più vicina, quasi a toccarmi...

Mi tocco con la sua mano, mi accarezzo...
mi raggiunse...mi avvolse...  Mi strinse forte e dolcemente e con tanto amore...come un rito, un patto...
un solenne e sconvolgente giuramento di un eterno amore.

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