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Tra le isole dell'Oceano Pacifico, Tonga e Samoa, passa
la Linea del Cambiamento di data.

Tra loro c'è una distanza di solo di poche centinaia di chilometri, sono in realtà
distanti un giorno... le prime e le ultime terre del
Pianeta a festeggiare l'anno nuovo.

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Esiste un luogo immerso nell'Oceano Pacifico dove ha
inizio il tempo e, nella notte del 31 dicembre,
comincerà il nuovo anno. È il luogo dove la Linea del
Cambiamento di data, da nord a sud, taglia il globo in
corrispondenza del 180° meridiano e attraversa le
migliaia di isole e atolli che, qui, posti a poche
centinaia di chilometri gli uni dagli altri sono in
realtà distanti un giorno.

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Tra i primi a salutare il nuovo anno, sarà il Regno di Tonga,
situato nel cuore della Polinesia a circa 3000 km
dalla costa orientale dell'Australia e governato
dall'ultimo re del Pacifico. Mentre, spostandosi verso
est di 900 km, le Isole Samoa americane dovranno invece
attendere ancora 24 ore prima della mezzanotte che
porterà al nuovo anno.

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Una distanza temporale definita nel 1884 nell'ambito
dell'International Meridian Conference di Washington
durante la quale il Pianeta venne suddiviso in 24 fusi
orari e tracciato convenzionalmente l'International
Dateline, opposta al meridiano 0 che passa da
Greenwich.

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Terre lontane, dunque, solo sulla carta, a cui non corrispondono però confini ambientali naturali.
Paradisi esotici da sogno, molto simili tra loro, che
godono del clima tipico delle zone tropicali con
temperature che non scendono sotto i 20 gradi nemmeno
durante la stagione delle piogge, tra novembre e marzo.

Samoa

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Tonga, dove inizia il tempo
Con 13 ore di differenza rispetto al Greenwich, Tonga è
a tutti gli effetti la terra dove, convenzionalmente,
nasce il nuovo giorno. Per la sua posizione geografica,
negli Anni '40, fu al centro delle decisioni sulle
deviazioni della Linea del Cambiamento di data e, per
volere dell'allora Principe ereditario Tungi, divenne
la "Terra dove inizia il tempo".

Tonga

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Situato nel cuore della Polinesia, il minuscolo Regno
di Tonga comprende quattro arcipelaghi di 170 piccole
isole di cui sole 40 abitate. L'isola più popolosa è
Tongatapu dove si trova anche la capitale e città
principale Nakùalofa. Spostandosi tra le diverse isole,
la natura riserva paesaggi ogni volta diversi e
spettacolari, conservando la sua originaria bellezza 

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Questo grazie anche all'isolamento di cui ha goduto nel tempo. La maggior parte delle isole sono piatti atolli corallini con lunghe e bianche spiagge di sabbia finissima accarezzate dagli Alisei.

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Altre isole, invece, come 'Eua, sono dominate da un
paesaggio collinoso con coste rocciose, scogliere e
foreste, importante risorsa economica del Regno. Altre
ancora sono dominate dalla presenza di vulcani, alcuni
dei quali ancora attivi, come il Tofoa che fece da
sfondo allo storico ammutinamento del Bounty.

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In questo mondo incantato, la vita segue il ritmo lento
della natura. La popolazione è, da sempre, gentile e
ospitale tanto che il capitano Cook, quando approdò
sulle sue coste, le chiamò "isole dell'amicizia". Ma
Tonga, e in particolare l'arcipelago di Vavàu, è anche
il regno delle balene. Qui, infatti, da luglio a
dicembre, giungono da lontano questi affascinanti
giganti del mare per riprodursi nelle tiepide e
tranquille acque del Pacifico.

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Samoa, estremo occidente
Le Isole Samoa si trovano all'esatto opposto del
meridiano di Greenwich dove, convenzionalmente, si
conclude il giorno. Come sottolinea il nome stesso,
cioè "centro sacro" nella lingua indigena, le Samoa
rappresentano la culla del popolo polinesiano ed è
ancora oggi il centro spirituale e culturale della
Polinesia.

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Le isole sono divise in Western Samoa e American Samoa. Ma la popolazione non si cura di questa divisione
politica considerandosi un unico grande popolo Hawaiki.
E, infatti, la loro storia è stata unica fino alla metà
del XIX secolo scorso quando, nel 1872, l'isola di
Tutuila divenne uno scalo delle navi americane nel
Pacifico, mentre Apia, nell'isola di Upolu, venne
occupata da coloni tedeschi in cerca di terre. Da
allora le isole, separate da soli 100 chilometri di
mare, furono divise in due gruppi: le American Samoa
divennero territorio degli Stati Uniti mentre le
Western Samoa, con le isole Upolu e Savaii, dopo essere
state amministrate dalla Nuova Zelanda succeduta ai
tedeschi, divennero indipendenti nel 1962.

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Saranno le Samoa americane a salutare per ultime il
nuovo anno. Ma è nelle Samoa occidentali che si può
ancora assaporare la cultura originaria polinesiana, in
cui regna ancora oggi quell'atmosfera che ispirò lo
scrittore scozzese Robert Louis Stevenson per l'Isola
del tesoro. Qui, infatti, non esistono grattacieli e la
vita è ancora regolata con la concezione del villaggio,
con un capo alla guida di un Consiglio di saggi. Tutti
lavorano, il guadagno è comune e le strutture presenti
sono ad uso di tutti. La vita scorre in un ambiente
naturale, ricco e rigoglioso, favorito da un clima
tropicale ottimale e tutelato da molte riserve e parchi
nazionali.

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