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Una interpretazione del celeberrimo brano del 1966..che purtroppo sono attuali ancora oggi.

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Il 9 novembre 1989 i berlinesi si riappropriarono della loro città, iniziando immediatamente l’abbattimento del muro che li aveva divisi ingiustamente per quasi un trentennio.
Nel dicembre del 1991 i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia annunciarono che l’esperienza politica dell’Urss era ormai giunta al termine.

 

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L’implosione tanto inaspettata quanto rapida del mondo comunista, se da una parte aveva posto definitivamente il sistema politico internazionale della “guerra fredda” nei libri di storia, creava degli interrogativi su quello che sarebbe stato il nuovo assetto politico mondiale, perché inevitabilmente dopo una breve fase di transizione, il mondo si sarebbe dovuto dotare di una nuova organizzazione internazionale. Storici, filosofi, scienziati della politica, esperti di politica internazionale, finanche all’ultimo uomo della strada si resero conto che i parametri fino ad allora utilizzati per distinguere i due fronti, parametri ideologici, economici, politico-sociali non erano più utili allo scopo, nuove chiavi di lettura erano necessarie per decifrare il mondo post-guerra fredda.

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Quale futuro vi sarebbe stato per il nostro pianeta? Questo fu il quesito che si posero tutti, subito dopo il biennio 1989-91. Ancora più incerto sembrò essere un altro interrogativo, in parte collegato al primo, a cui proveremo subito a dare una risposta. Che ne sarebbe stato degli Usa, l’unica superpotenza rimasta in piedi dal confronto della “guerra fredda”, anzi la potenza vincitrice di quel confronto. Avrebbe dominato il mondo in quanto unica superstite tra le grandi? Si sarebbe ritirata in se stessa stanca di decenni di lotte? Sarebbe stata travolta da nuovi protagonisti che la scena politica internazionale era pronta ad accogliere dopo il crollo comunista? Ed ancora, avrebbe puntato a diventare l’Impero che controlla il mondo, dando credito alle visioni unipolari, o avrebbe acconsentito a governare il pianeta in coabitazione con altre potenze, assecondando il punto di vista multipolare?

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Solo con Freud l'essere umano comincia a capirsi profondamente...le sue sofferenze, frustrazioni, sogni e desideri...repressi dal contesto sociale...da quella che noi chiamiamo civiltà. Con Lui diamo una spiegazione a questo disaggio sociale determinato, quindi, dal contrasto tra felicità individuale e responsabilità sociale...una nostra pura pulsione primaria e anche dalla razionalità del Super-io.
Pulsioni inconsce che emergono dalla psiche e si trasformano in comportamenti, in questo caso, la ricerca della felicità individuale che cozza duramente  con le restrizioni

che la società le contrappone con i suoi comandamenti morali e le sue leggi coercitive.

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Il disagio, per Freud, è determinato dal contrasto perenne tra felicità
individuale e moralità.
La figura psichica dell'Es, del "sé", ci guida alla ricerca della felicità; la parola con la quale Freud nomina quella parte della personalità è Eros, amore.
La moralità, nello schema bipolare di Freud, si richiama invece alla figura psichica del Super-io, mandatario vigilante in nome e per conto della società, con il compito di reprimere o almeno di limitare l'invadenza dell'Eros contrapponendole e proponendole l'etica della responsabilità sociale, la rinuncia ad una parte di felicità individuale a vantaggio di norme capaci di rendere possibile la convivenza.

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E' proprio questo che viene definito come...sentimento oceanico..., quel sentimento immediato di connessione tra l’individuo e il mondo su cui si dovrebbe ancorare il religioso. Tuttavia questo sentimento di legame con il tutto
secondo Freud si accorda male con la struttura della psicologia, cosicché egli tenta di darne una spiegazione mettendo in evidenza gli elementi chiave che fondano il rapporto tra l’Io e il mondo esterno.
L’Io è innanzitutto ciò che ci appare di più certo su noi stessi, esso è autonomo,unitario e contrapposto a ogni altra cosa.

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Questo disagio della civiltà è quindi l'infinita battaglia dell'irrazionalità che anima l'Es...di fronte alla razionalità della quale il Super-io è il portatore in nome della socievolezza.
Questo nostro profondo senso, responsabilità della socievolezza è una delle caratteristiche che connotano la specie umana...una pulsione primaria accanto alla ricerca della felicità. Si, perché, la nostra società è certamente sempre e costantemente alla ricerca del desiderio continuo e dall'appagamento di un desiderio ne nasce immediatamente un altro e poi ancora.
E' altrettanto vero, anche, che non amiamo la solitudine...non vogliamo stare soli...abbiamo bisogno degli altri, come per il cibo per nutrirci.  E' soltanto nel rapporto con gli altri che possiamo costruire la figura psichica centrale, quella dell'Io. 

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Senza questo...non saremmo umani, ma più vicini agli animali. Non avremmo nozione dell'inconscio, né memoria, né identità, né storia, né sentimenti. Insomma non avremmo una mente riflessiva in grado di pensare.

Richiami

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L'Es o Id rappresenta la voce della natura nell'animo dell'uomo. L'Es, infatti, contiene quelle spinte pulsionali di carattere erotico (Eros), aggressive ed auto-distruttive che sono il modo squisitamente umano in cui gli istinti si sono evoluti.
È l'istanza intrapsichica più arcaica della nostra mente ed è definito anche inconscio...a differenza dell'Io che è parzialmente inconscio ma contiene anche la maggior parte degli elementi consci.
L'Es, secondo la teorizzazione psicoanalitica, consiste di istinti che rappresentano la riserva individuale di energia psichica. Per Freud uno degli istinti primari, e una delle fonti primarie di energia psichica, è quello sessuale.
E'  indicato con le forze ignote e incontrollabili da cui noi veniamo vissuti.
Esprime chiaramente il carattere di oggettività, impersonalità dei bisogni pulsionali vissuti come estranei alla parte cosciente della personalità. È bene precisare che l'Es, nella metapsicologia legata alla teoria strutturale, non è inferiore all'Io, e possiede una capacità di ritenzione dei ricordi
estremamente sviluppata.
Per maggiore precisione, esso è in grado di immagazzinare un'enorme quantità di ricordi rimossi...soprattutto infantili e proprio per questo motivo, secondo Freud, la sua attività può essere causa di nevrosi, ovvero di disturbi che scaturiscono dal conflitto tra elementi coscienti (Io) e ricordi che il Super Io non vorrebbe rievocare.

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Il SuperIo  è l’istanza psichica che regola il comportamento e guida alla coscienza morale. Sorge nel bambino attraverso identificazioni successive e stabili dell’Io con aspetti dei genitori e degli educatori, particolarmente del padre. Il SuperIo, per semplificare, è l’erede del complesso di Edipo.
Agisce incitando l’Io a difendersi in vario modo contro gli impulsi dell’Es, provocando le inibizioni inconsce e il bisogno (inconscio) di punirsi. Nei suoi aspetti più maturi può essere facilmente proiettato su ‘modelli’ reali o 
immaginari.