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Ti consiglio di leggere prima L'articolo--> Il dubbio Ragionato

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Come abbiamo visto nell'articolo IL DUBBIO RAGIONATO  e cioè, che il mondo entra in noi attraverso i sensi e quindi attraverso questi alimentiamo il nostro apparato psichico. La nostra capacità di relazionarci con i nostri simili, in tutti i vari aspetti e con la stessa natura che ci circonda, dipende esclusivamente da ciò che percepiamo. Abbiamo visto che queste non sempre sono fedeli alla realtà, quindi è, giusto considerare che c'è la necessità di pensare di essere ingannati dai nostri sensi, più di quanto ci immaginiamo e di quanto siamo solito ammettere.
 

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Quest'analisi, che abbiamo fatto, vista con una serie di esempi e figure, dei fenomeni percettivi ci permetterà di renderci conto di come è facile essere indotti da tanti errori; dai nostri sensi e dalla nostra base soggettiva.
Sono sicuro, dandone personale conferma con esperienze fatte e conosciute da altri, che se tutti noi maturassimo bene questa convinzione...ci renderà più facile tenere un atteggiamento più aperto verso noi stessi e con tutto il mondo esterno.

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E' straordinariamente chiaro che l'affidabilità di tutto quello che percepiamo, attraverso i sensi e la nostra base soggettiva non è assoluta. Avere questa convinzione può essere di grande beneficio e utilità per chi basa la propria esistenza, il suo modo di vivere, sull'assolutismo di se, del suo mondo personale...sulle sue opinioni.
Occorre, è necessario assumersi, avere, approdare anche a un senso di relativismo, quello giusto e necessario che permette a ognuno di noi di riconoscere di vivere un mondo in cui le cose possano essere diverse da come noi, soggettivamente li vediamo.
Sicuramente, questo modo di approcciarsi alla vita, al mondo, alla natura e agli altri, presuppone una grande maturità personale, aggiungerei anche, consentitemelo, indiscutibilmente molto elevato.
Il riflettere, maturare e il riconoscere questo dubbio ragionato,  sicuramente serve ad adottare posizioni meno rigidi, intransigenti e atteggiamenti più teneri, comprensivi nei rapporti con tutto ciò che ci circonda...che vive insieme a noi.

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Osservare con umiltà
Per giungere, avere, questa notevole maturità personale è necessario e fondamentale conoscere bene la nostra base soggettiva; migliorare la conoscenza che abbiamo di noi stessi. Dobbiamo quindi esplorare il nostro corpo, la nostra psiche...la nostra coscienza; andare in armonia con noi stessi. Abbiamo bisogno di conoscersi, sapere chi siamo.
Per poterci conoscere è fondamentale saperci osservare, prendere nota, informazioni delle nostre reazioni psichiche, dei nostri schemi di pensiero, delle nostre paure, ansie, desideri, emozioni e delle nostre instabilità nel momento stesso che si presentano.
Per poter giungere a questo, è necessario eliminare ogni qualsiasi tipo di giudizio di valore e di ogni analisi le cui deduzioni, risultati provengono dalla nostra base soggettiva; dalla nostra memoria. In altre parole occorre dimorare nell'impersonale, astenendosi ad apprezzamenti.
A una reazione di collera, di solito, noi cerchiamo di opporci con la calma e sangue freddo, andando a ricorrere a tante e numerose scappatoie, limitando cosi, per sempre, le nostre possibilità di azione. Con queste scappatoie non facciamo altro che mettere l'accento sulla collera e ne diventiamo complici. Ci abbiamo girato intorno, per poi ritrovarci in un circolo vizioso.
L'unico modo per sfuggire a tutto ciò sarebbe stato semplicemente con l'osservare tale collera in modo impersonale...senza giudizi. L'accento si deve porre sulla osservazione medesima. Bisogna arrivare, con l'osservazione, a quel momento in cui si stabilisce una vera neutralità tra l'osservatore è l'oggetto che è la cosa che viene osservata; la collera.
L'osservatore e la collera sono come due poli, se l'osservatore nell'osservare la collera mette dei giudizi, non fa altro che creare due poli con una grande forza di attrazione, al contrario, questa forza si annulla, nasce cosi un silenzio nel quale non si alimenta più l'idea che si ha dell'oggetto; collera.

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